un accanimento che rasenta lo stalking!

Gentilissimi Amici,

dopo le ennesime e gravissime, sennonchè contestabili, accuse rivoltemi dalla famosissima e internazionale pittrice sia in prima persona tramite il suo blog, in cui ci sono specifici riferimenti alla sottoscritta, sia attraverso lettere giunte a casa mia, sia attraverso la nuova figura comparsa in questa soap opera, cioè quella del suo “manager”, tale Marco Gemelli, sprecherò qualche minuto del mio tempo per esplicitare quanto sta accadendo. Facendo notare, così, i tanti paradossi. Già i lettori hanno potuto consultare gli articoli incriminati (qui) verificando l’inesattezza delle ultime accuse rivoltemi (ma, prima di accusare, perchè non ci si sofferma a leggere per bene? Basta poco…):

“Mi rendo conto che il termine sia arrivato proprio dalla Greco, tuttavia la pittrice Arianna Greco continua ad accostare alla sua arte il termine EnoArte”

quando, invece, la firma dell’articolo è altrui (“altrui” = proprio di altre persone!) e quando ad un attento ed intelligente lettore non sarebbe sfuggito il fatto che, essendo il testo identico per tutte le Redazioni che hanno pubblicato la notizia, altro non è che un Comunicato Stampa (vd Wikipedia!), scritto da altri e non da me.

Dunque: è stata rivolta alla mia persona un’accusa e, cosa grave, un’accusa vana, dal momento che quel Comunicato è stato scritto da altre persone. 

Proseguendo nell’analisi, come ben è evidente, è stata colei che mi ha definita “rivale” a parlare di me -contro di me- per sua propria penna (ops, tastiera!) con riferimenti ben precisi, finanche riportando testi dal mio blog personale e “spacciandoli” per quella che sarebbe stata la mia “replica” alle sue accuse. E, con “sufficienza” ha pure ironizzato su quanto ciò possa “definire lo spessore dell’interlocutore”. Mah, forse crede di essere al centro del mondo? o lo sorregge, avendo come secondo nome “Atlante”? In realtà la mia vera Comunicazione/Replica è arrivata via mail ed è stata pubblicata sul sito Enopress: qui è ben evidente come l’accusa sia vana dal momento che io non ho utilizzato il SUO termine.

Non finisce qui, anzi, la soap si intreccia facendo non già sorridere ma addirittura ridere a crepapelle: questa volta la signora mi accusa, tramite il suo manager, di aver usato “le nostre identiche formule lessicali nella descrizione sia della genesi dell’idea in sé che delle caratteristiche tecnico-artistiche”.

Orrore! Come ben si evince da innumerevoli articoli e interviste ho sempre dichiarato di essermi avvicinata al mondo del vino, a cui ero estranea, grazie all’uomo che è il mio compagno di vita. La mia passione era ed è ‘Arte, mentre la sua è sempre stata il vino tanto da averne fatto il proprio lavoro. Con lui ho frequentato degustazioni, ho conosciuto produttori e proprio la passione verso questo “liquido odoroso” ha stimolato la mia curiosità. Kant parlava di “lenti blu” attraverso cui ciascuno di noi filtra la realtà e così anch’io ho “filtrato” a modo mio quella realtà che stavo vivendo e cioè IN MODO ARTISTICO: UN AMANTE DELLA PITTURA COSA PUO’ NOTARE SE NON IL COLORE? E proprio dall’incrocio di due passioni è nata l’idea di usare il vino come colore.

E qui di seguito tanti articoli col riferimento a come nasce la mia idea:

– (Affaritaliani) “Da passione scaturisce passione…”degustazione dopo degustazione, cena dopo cena, … ho iniziato a lasciarmi prendere”

– (Italia3) “Un altamurano l’ha fatta innamorare, ora dipinge con il vino

– (Vinoway) “Come nasce la tua idea e passione di dipingere con il nettare di Bacco?Ero completamente estranea al mondo del Vino, preferivo i cocktail, fino a quando ho conosciuto il mio fidanzato Giovanni, che è un appassionato di Vini, e con lui ho iniziato ad avvicinarmi all’affascinante mondo enoico. In seguito, insieme a due miei amici, Michele e Marilena, è nata l’idea di dipingere quadri col Vino”

– (Il Gallo) “Quel liquido odoroso dall’animo umano rappresenta la passione del mio uomo….questo mi ha spinta a cercare di capire, sempre di più, in cosa consistesse quel fascino esercitato su di lui”.

– (Vinoway) ” Dipingere con il vino”;

– (VisitPortoCesareo) “Le tele al vino”

– (World Wine Passion) “L’arte Enoica di Arianna Greco;

– (The Wine Italia) “Passione Motore D’idee”;

 – (Mondo del Gusto) ” si è appassionata all’enologia grazie ad un uomo che opera nel settore e che è riuscito a trasmetterle la propria passione, che l’artista ha adattato al proprio mondo, la pittura”

– (Enopress) “Il vino rosso per dipingere”

Dunque, la genesi della mia idea è da sempre e dichiaratamente la stessa. La signora Rogai ha iniziato a dipingere col vino anche lei per amore di un uomo che fa lo stesso mestiere del mio? Bhè, io questo non lo so ma lo reputo inverosimile. Dunque, come si permette di accusarmi pubblicamente di aver usato formule lessicali identiche alle sue per descrivere una genesi che è legata alla mia vita privata?

Proseguiamo. Avrei usato le sue stesse formule lessicali nella “descrizione delle caratteristiche tecnico-artistiche”? Bhè, nel mio primo quadro ho usato il vino così come presente in bottiglia ma era troppo liquido. Ne ho parlato con quello stesso produttore , mio conterraneo, il cui vino per due anni di seguito ha messo d’accordo le guide divenendo il miglior vino d’Italia e il suggerimento alla “riduzione” è venuto proprio da lì: metterlo a bollire per aumentarne densità e intensità cromatica. E così è stato…

Dunque, per descrivere questo procedimento che termini avrei dovuto usare se non “riduzione”? In fondo il vino è stato messo a bollire! Ma non è che la signora in questione ha registrato tutti i termini della lingua italiana? Ho spiegato la tecnica anche parlando di cambiamenti cromatici, di maturazione, di ossidazione, di celebri scrittori, la cui conoscenza, al giorno d’oggi, è pane quotidiano.

Ripeto allora: come si è permessa di accusarmi di averle copiato le formule lessicali nella descrizione delle caratteristiche tecnico-artistiche?  Si sta esagerando…

Detto ciò la rassegna prosegue. Ho fatto notare come già il primo degli articoli enumerati fosse antecedente alla sola sua richiesta di registrazione. Ad indicare che parlavo del dipingere col vino prima ancora di sapere che lei esistesse (scoperta avvenuta nel mese di maggio! :-)) Ed ecco lì la pronta risposta, con le ennesime accuse, infondate e, come al solito, con attribuzioni indebite.

“La tesi della signora sembra la seguente: “Enopress ha scritto di me a marzo, voi avete registrato il marchio solo più tardi quindi EnoArte l’ho scoperta io”.”

Fortunatamente questa volta è scritto “sembra” quindi …perlomeno la signora ha qualche dubbio sulla sua interpretazione! Sicuramente non ho scoperto io la sua Enoarte e non l’ho mai dichiarato, però ho iniziato a dipingere utilizzando il vino al posto dei colori, così come fa lei e come fanno tanti altri artisti. Il web è pieno di info, basta fare una piccola ricerca! Non è che, dall’oltretomba, arriverà da un Raffaello o da un Caravaggio, contro tutti i pittori mondiali, la rivendicazione di essere stati i primi a dipingere usando i loro colori? restiamo in attesa….

Un’ultima domanda: se è così “internazionale”, finanche “planetaria”, perchè continua ad accanirsi tanto contro chi, di conseguenza, non potrà mai ambire al suo podio? E perchè ha scritto alle Redazioni che scrivono di me e a cui era ignota? ai posteri l’ardua sentenza!

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