Circolo Pedro Alvarez – Arianna Greco riceve il titolo di “Donna” Arianna!

Da Wikipedia:
Don è un termine comunemente utilizzato, a partire dalla metà del Duecento, come prefisso al nome, per indicare nobili del patriziato milanese e napoletano, principi, duchi, marchesi di baldacchino, ecclesiastici e religiosi. Don è l’abbreviazione della parola donno in uso ancora ai tempi di Dante ma non più conservata, la quale deriva dalla parola latina dominus, che significa signore, padrone. Propriamente “don” non costituisce un titolo, ma è un trattamento.
Al di là dell’uso onorifico, è stato in seguito usato per chiamare i preti diocesani della Chiesa cattolica, detti anche clero secolare; e i diaconi (permanenti e non). I presbiteri religiosi, o clero regolare, sono invece chiamati con altri prefissi quali Dom, Fra (o Fratello), e il più diffuso Padre (usato anche come appellativo verso i presbiteri secolari). Quest’uso è prassi in tutt’Italia, ma fino al XX secolo non era comune in Sardegna, dove al nome del sacerdote si anteponeva la parola prete o al limite signore. Nei secoli scorsi, fino al XIX secolo, il Don era riservato ai preti appartenenti a famiglie nobili, pertanto il nome era preceduto da Reverendo Don; al contrario per i preti appartenenti a famiglie popolane il nome era preceduto dal solo Reverendo.
In Spagna il titolo di don si può premettere al nome di tutti i maschi (per le femmine si usa doña), mentre in Francia e in Portogallo i sacerdoti usano il titolo di dom.
Esempi letterari di personaggi famosi che portano questo titolo sono fra i nobili Don Rodrigo, Don Chisciotte e Don Giovanni; fra gli ecclesiastici Don Abbondio e Don Camillo.
In Italia, specialmente in Sicilia, è un titolo per persone degne di rispetto e molto sagge (è usato, quindi, per dimostrare reverenza agli anziani), spesso erroneamente confuso con l’appellativo mafioso (ad esempio “Don Vito Corleone” de “Il Padrino”). Negli Abruzzi fino alla seconda metà del XX secolo veniva usato per indicare, oltre al sacerdote, persone di alta estrazione sociale (es. avvocati, notai, sindaci, medici, ecc.); a tali persone la gente del popolo dava del “lei” mentre esse davano loro del “tu”. Al femminile veniva usato l’appellativo “donna”.
Come l’analogo titolo onorifico britannico Sir va sempre accompagnato dal nome e non dal cognome.

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