Arianna Greco l’artista del Vino dedica un quadro a VINOWAY

Arianna  Greco nasce a Copertino (Le) nel 1980, è Odontoiatra, attualmente risiede a Bari.  La sua passione per la pittura si  manifesta molto precocemente dal momento che già all’età di 12 anni partecipa a concorsi nazionali di pittura classificandosi ai primi posti.

E’ socio Fondatore, Vice Presidente, Segretario  e Tesoriere dell’Associazione “Diversarte”, formata da ragazzi diversamente abili che si dedicano all’arte.

Nel Luglio 2012 è stata insignita del Titolo di Ambasciatrice del Museo di Pulcinella.

Arianna Greco è stata scoperta attraverso il mondo del web da Vinoway che le ha dedicato il suo primo articolo e la successiva esposizione di opere on- line proprio in occasione della Festa della Donna, destando molta curiosità a causa della particolarità delle sue tele dipinte col Vino.

Arianna Greco: appassionata di Vino… beve il Vino?
Si ,lo bevo, è una passione nata da poco anche se, sembra strano a dirsi, mi piacciono più i colori del vino del gusto stesso.

Quale tipo di Vino preferisci per le tue creazioni, bacca bianca, bacca rossa…
Preferisco i Vini a bacca rossa, ma ci tengo a sottolineare che si tratta sempre di una preferenza cromatica. Mi piace il colore della Barbera, la sua resa, mi piacciono il Negroamaro e l’Aglianico, il colore del Barolo, scelgo i vini in base al colore.

Come nasce la tua idea e passione di dipingere con il nettare di Bacco?
Ero completamente estranea al mondo del Vino, preferivo i cocktail, fino a quando ho conosciuto il mio fidanzato Giovanni, che è un appassionato di Vini, e con lui ho iniziato ad avvicinarmi all’affascinante mondo enoico. In seguito, insieme a due miei amici, Michele e Marilena, è nata l’idea di dipingere quadri col Vino.

Scegli prevalentemente Vini pugliesi per i tuoi quadri?
Non solo, utilizzo anche il Dolcetto delle langhe, il Barolo, scelti sempre in base al colore e dal soggetto che intendo realizzare. Da poco ho iniziato ad utilizzare anche i bianchi, la prima volta è stata quando ho creato il quadro di Federico II di Svevia per la mostra di Altamura. Prima di allora ero piuttosto scettica sulla resa cromatica del bianco che invece ho utlizzato come accettore cromatico e per la creazione dell’effetto luce.

La tua fama di Artista si sta allargando a macchia d’olio: dove vuole arrivare Arianna Greco?
Mi piacerebbe che le mie opere fossero apprezzate di continuo e soprattutto vorrei essere riconosciuta… questa cosa mi “intriga”…

A nome di tutto il Team Vinoway  ti ringrazio per il meraviglioso quadro che ci hai dedicato e mi piace pensare anche che io sia stato tra i primi a credere nella tua Arte innovativa.
Sicuramente avrai notato che dietro al quadro c’è una dedica: “ A VINOWAY che per primo mi ha pubblicata”. In effetti il primo articolo sull’arte di dipingere col Vino è stato pubblicato proprio su VINOWAY e questo mi ha portato Fortuna e Notorietà. Il quadro che vi ho donato è stato realizzato con il Vino Simpotica dell’Azienda Monaci di Severino Garofano. Quando l’ho mostrato a Stefano Garofano, egli ha commentato, piuttosto divertito: ”VINOWAY il brand che crea un’ atmosfera”.

Quindi da Medico Odontoiatra ad Artista… non ti chiedo quale delle due attività preferisci, ma come le concilii?
E’ tutto facile… la tempistica dei quadri al Vino è piuttosto breve. I quadri vengono realizzati nell’arco di pochi giorni, perché comunque sappiamo che il Vino subisce il fenomeno dell’ossidazione con delle conseguenti variazioni cromatiche e, per evitare che si spingano troppo oltre, cerco di finirli entro massimo due o tre giorni… poi dipende anche dalla grandezza, dalla resa dei Vini e da quanto riescono ad asciugare.

I tuoi quadri a quali artisti si ispirano, se si ispirano a qualcuno…
No, non si ispirano a nessun artista, a me piace dipingere donne, come nel quadro dedicato a VINOWAY che raffigura un nudo femminile, mi ispiro solo alla bellezza della donna.

Ci sono molti nudi femminili raffigurati sulle tue tele. Trovi che si abbinino meglio al Vino o è solo per attrarre l’attenzione del pubblico maschile?
No, non è per attirare l’attenzione del pubblico maschile, è perché credo che la donna sia simbolo di bellezza come ai tempi del “Dolce Stil Novo”, dove la donna veniva raffigurata quasi come un angelo sceso sulla terra. Ho provato a rappresentare anche delle figure maschili, ma il risultato non è stato identico.

Che cosa distingue un artista che dipinge col Vino da quelli che usano i colori “convenzionali”?
Probabilmente la differenza sta nell’approccio all’arte. Io dipingo anche con i metodi tradizionali, però mi piace la sperimentazione… perciò dipingo col Vino e sto cercando di inaugurare anche un altro “filone”, utilizzando la foglia oro, la foglia rame, rivestendo la tela con fogli di testi molto antichi, anche del 1871. Sono stata anche rimproverata per aver distrutto questi testi, ma è una prova, mi piace e mi dà soddisfazione.

Un quadro che ti piacerebbe realizzare ma che per motivi etici non realizzeresti…
Per ora l’ho realizzato con la tecnica del carboncino, l’idea è quella di raffigurare tre donne insieme, ma non per chissà quale fantasia erotica, mi piacerebbe accomunare più corpi femminili e non è detto che prima o poi non lo faccia.

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